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Chiamatemi Anna - Recensione



SCHEDA DEL TELEFILM

TITOLO: Chiamatemi Anna ( Anne with an e )

DISTRIBUZIONE: Netflix
SCENEGGIATURA: Moira Walley-Beckett
STAGIONI: 1° ( 2° appena confermata )
EPISODI: 7
GENERE: Drammatico - Nostalgico
DURATA: 45 min a episodio circa
PAESE: Canada
DATA DI USCITA: Maggio 2017
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Dopo aver trascorso la propria infanzia in diversi orfanotrofi, la giovane Anna viene mandata per errore a vivere con gli anziani fratelli Marilla e Matthew Cuthbert. Dopo un'iniziale diffidenza nei confronti di Anna, i due fratelli cominceranno a conoscerla meglio, e la bambina cambierà per sempre le loro vite.


Tornano sul piccolo schermo le avventure della bambina orfana dai capelli rossi più famosa che c’è. La piccola Anna Shirley del telefilm firmato Netflix ne ha passate davvero tante nei suoi 13 anni di vita. Basti pensare che ha lavorato in una famiglia alquanto spostata con otto figli a carico per molto tempo, per poi essere sconquassata a destra e manca nelle “grinfie” di un orfanotrofio dove, si sa, la vita non è mai rose e fiori. Finalmente però arriva il giorno in cui la nostra piccola protagonista può tirare un sospiro di sollievo: le viene infatti comunicato di essere stata adottata da una famiglia. L’ euforia scaturisce da tutti i pori, ma ahimè, è destinata a reprimersi in men che non si dica, visto che c’è stato un errore. La famiglia Cuthbert, in realtà aveva chiesto espressamente un maschio. Marilla e Matthew Cuthbert, ovvero degli anziani fratelli senza consorte alcuno, devono infatti fare i conti non solo con la vecchiaia che incombe, ma anche con la tenuta che ormai sta diventando troppo difficile da mantenere costantemente attiva.  È questo il motivo per cui essi necessitano di un ragazzo forte e con esperienze di lavoro sulle spalle. Ovviamente Anna non sembra fare al caso loro, ma impietositi dal suo trauma dovuto alla consapevolezza dell’errore accaduto, cedono ad accoglierla per qualche giorno. 
La cosa non sembra finire qui, infatti la ragazzina oltre tutto il dolore che si trova a dover patire solo per via del suo sesso, viene accusata ingiustamente quasi da tutti i cittadini che incontra.  La discriminazione è potente di fronte ad un’orfana dai capelli bizzarri, dalla corporatura esile e dalle continue corbellerie che sembra non riuscire a trattenere. 
E se sotto le spoglie di questo piccolo scricciolo pelle e ossa, capelli vermigli e sguardo trasognato si celasse in realtà un genietto oltre che una perfetta lavoratrice?
 
In molti si fanno questa domanda: “Avevamo veramente bisogno di questo remake?” La mia risposta è assolutamente Sì.
Questo telefilm mi ha letteralmente conquistata, anzi oserei dire travolta. Mi ha emozionato come pochi sono riusciti a fare. Sembra aprirti il cuore a metà, per poi riempirlo di sentimenti veri, profondi e travolgenti, ricucendo poi la lesione con fili poetici e delicati. Un capolavoro. 
 Non ho mai letto l’omonimo romanzo di Lucy Maud Mongomery, ma posso dire di essere cresciuta con il famoso anime giapponese prodotto dalla Nippon Animation nel lontano 1979. La mia “esperienza” con Anna non può non farmi adorare l’attrice (selezionata dopo ben 1800 audizioni) e l’adattamento che ha tirato fuori Netflix dal cilindro. Innanzitutto l’attrice non somiglia ad Anna, lei E’ Anna a trecentosessanta gradi! Oltre questo anche tutti gli altri attori, le ambientazioni e il ritmo narrativo fanno sì che questa piccola serie tv costituita da soli 7 episodi sia un vero e proprio gioiellino. Ogni personaggio è dotato di una forte caratterizzazione. Personaggi molto particolari e tutti con un passato almeno in parte tragico. In particolare la nostra Anna che riesce a catturare tutti con il suo grande entusiasmo per le piccole cose e per la sua continua immaginazione ricca di fantasia. Anche questa nota ha catturato la mia anima.
Oltretutto credo che questo prodotto si adatti perfettamente sia ai nostalgici che alle nuove generazioni perché sebbene sia ambientato a fine 800, i temi che vengono trattati al suo interno sono più che attuali. A cominciare dal bullismo, dall’adolescenza tormentata, dalla differenza di ceti sociali, fino ad arrivare all’emancipazione della donna che non deve più necessariamente badare alla prole, ma farsi strada da sola. 
Ho grandi aspettative riguardo la seconda stagione che spero arrivi il prima possibile sui nostri schermi.
Vogliamo poi parlare della sigla di apertura? Un lavoro assolutamente ECCEZIONALE!  Editing di opere in stile Klimt fatte su tela e di grafiche fiabesche rendono quest'opera veramente particolare e perfettamente in sintonia con l''opera. Veramente appetibile. Ogni tanto la riguardo ancora eheheh! 
Che altro dire? Se amate il clima canadese dei fattori, delle storie profonde, tormentate e con i sani valori di una volta, questo telefilm fa al caso vostro. 

With love,